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Juventus, Chiellini: "Ci è mancato qualcosa, adesso dobbiamo riflettere"

Juventus, Chiellini: "Ci è mancato qualcosa, adesso dobbiamo riflettere"TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 19 novembre 2017, 18:172017
di Antonino Sergi

Queste le dichiarazioni di Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro la Sampdoria. "Oggi non era la fine che desideravo da questa settimana. Il nostro secondo tempo ci deve far riflettere, abbiamo dominato per una buona parte di gara e stavamo perdendo 3-0 al novantesimo. Manca quel qualcosa che non ci permette di raccogliere il massimo dei punti, c'è un gap di punti incredibile tra squadre di vertice e quelle di coda. In questo momento ci manca qualcosa dentro ad ognuno di noi. Oggi a differenza di altre partite oggi era stata interpretata bene, ci serve per far riflettere tralasciando i due gol di rabbia nel finale. Il caso non esiste, chi si attacca alla sfortuna o all'arbitraggio è un debole e non un vincente. Le fortune di una squadra come la nostra è quella di pensare da squadra, se le partite le vuoi vincere le vinci con la qualità che abbiamo noi. Questo è un campanello d'allarme che ci fa riflettere, non dobbiamo nasconderci. Noi l'anno scorso abbiamo svoltato a fine gennaio con questo nuovo modulo e non prendevamo mai gol nonostante cinque giocatori offensivi, siamo sempre stati uniti e compatti. Quest'anno ci manca qualcosa, troppo spesso ci manca quel pizzico di attenzione e la voglia di arrivare al risultato. In un modo o nell'altro l'anno scorso ci arrivavamo sempre, in questi mesi ci è mancato e lo dimostra è che appena si alza il livello delle avversarie non raggiungiamo la vittoria".

Con Ventura c'è stato un confronto nello spogliatoio dopo la Svezia?

"Abbiamo cercato di dare una mano all'allenatore e ai ragazzi più giovani, nessuno di noi si è mai permesso di dare consigli come quello dell'impiego di Insigne o meno. Non c'è stata nessuna delegittimazione, i risultati non sono stati soddisfacenti ma non scarichiamo la colpa soltanto sull'allenatore. Se si vuole fare tante scelte per cambiare il calcio in un giorno si fa soltanto in una direzione sbagliata. Portiamo delle persone credibile senza fare una caccia alle streghe, in una settimana non si possono risolvere i problemi del calcio italiano. Volevo arrivare al Mondiale e lasciare, è chiaro che adesso che mi sento bene ma l'Europeo è tra quasi tre anni e quindi non lo so. Non mi tiro indietro però spero di vedere un percorso di nuovo fiorente soprattutto per l'Europeo in casa con il girone a Roma".