La logica dei blocchi, come tutte le Italia vincenti
Andrea Losapio
Le migliori Italia della nostra storia si sono sempre schierate con una logica dei blocchi. Spesso la Juventus, società che punta molto sui calciatori azzurri, è stata il principale serbatoio della nazionale, anche in tempi recentessimi. Una delle poche volte che i bianconeri si sono piegati ad altri club è stata con Sacchi, perché il Milan monopolizzava la difesa, blindandola da destra a sinistra con Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Lo stesso Conte si è affidato, quasi con cieca devozione, alla retroguardia monosquadra. La BBC di minor talento rispetto a quella formata da Bale, Benzema e Cristiano (Ronaldo), ma altrettanto efficace all'Euro2016: Bonucci, Barzagli e Chiellini sembravano praticamente impenetrabili nella loro forma straordinaria.
È passato del tempo e si vede: Bonucci è andato al Milan dopo un anno - quasi - da separato in casa. Barzagli e Chiellini hanno due anni in più e si avviano verso la fine della carriera. I sostituti non sono all'altezza e non danno le stesse certezze dei titolari, praticamente fissi. Non è una questione di blocchi, ma è come se lo fosse. A centrocampo e in avanti, invece, è praticamente impossibile trovare due calciatori della stessa squadra e, almeno in Nazionale, è un problema. Con la Macedonia, però, non dovrebbe esserlo: dopo un mese di campionato la benzina è stata fatta, in vista del rodaggio totale di novembre. Due vittorie sarebbero assolutamente necessarie.




