Sassuolo, Bucchi il baluardo su cui fondare la restaurazione

Non è stato un avvio di campionato semplice per molte delle società della nostra serie A, ma in pochi avrebbero pronosticato un avvio così a rilento anche per il Sassuolo. Gli emiliani sono infatti da tempo una delle realtà più apprezzate del nostro movimento calcistico, ed hanno solidificato la posizione di “big in potenza” fornita dalla disponibilità economica di cui possono disporre a dispetto di un bacino d’utenza non spropositato. Se da un lato è stata più che convincente la scelta societaria di affidare a Bucchi il nuovo capitolo neroverde successivo all’addio di Di Francesco, dall’altro stanno facendo pagare un dazio oltremodo oneroso alla squadra le scelte poco convinte in chiave mercato.
Gli ultimi giorni del’’estate avevano portato gli emiliani a valutare con forza candidature illustri come quella di Duvan Zapata e Pavoletti per il reparto avanzato, ma l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi ha di fatto costretto il tecnico a fare di necessità virtù alla ricerca di un nuovo genere di organizzazione in fase avanzata. Se a ciò si aggiunge la mancanza strutturale di almeno un altro terzino ed un centrocampista, il caso è servito. Alle indubitabili qualità di mister Bucchi il compito non semplice di riuscire a porre rimedio con l’organizzazione tattica che da sempre contraddistingue le sue squadre.