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Fiorentina, Salica: "Mondonico? ci colpì la sua straordinaria semplicità"

Fiorentina, Salica: "Mondonico? ci colpì la sua straordinaria semplicità"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
venerdì 30 marzo 2018, 21:302018
di Gaetano Mocciaro

Gino Salica ha ricordato Emiliano Mondonico in una lunga intervista al sito ufficiale della Fiorentina, violachannel.tv. Un ricordo fatto di aneddoti e ricordi degli scherzi che il tecnico viola fece a Galli e molti altri. Eccone alcuni: "Mondonico è arrivato a Firenze in un momento complicato, dovevamo per forza tornare in Serie A: ci colpì subito la sua straordinaria semplicità e il suo modo di vivere lo spogliatoio e la città di Firenze. Il ritorno in Serie A fu come l’uscita da un incubo in cui speriamo di non tornare mai più. Vedere tutti i dirigenti in piscina e Diego Della Valle completamente zuppo, dopo essere stato buttato dai giocatori in piscina, fa un effetto straordinario. Ricordo che quando i giocatori buttarono in piscina anche Giovanni Galli lui si era tolto le Tod's appena comprate e Mondonico che vide le scarpe in terra le raccolse e le buttò in acqua dicendogli "ti sei dimenticato queste".

Racconto un altro episodio, dopo dopo aver vinto una partita, Mondonico passò in sala stampa e chiesa ai tanti giornalisti chi stessero aspettando. Quando seppe che aspettavano il sindaco di Firenze disse: “Ah, i politici si presentano solo nelle occasioni vincenti“. Questa cosa fu riferita a Domenici, il sindaco dell’epoca, che si offese pesantemente. Dopo una lunga diplomazia, Mondonico organizzò un pranzo della pace nella lavanderia a base di pane e salame, un evento che poi riproponevamo ogni due-tre settimane. Infine entrambi eravamo appassionati di scopone scientifico e in ritiro cercavamo un’altra coppia: obbligammo Ripa e Di Livio a giocare contro di noi e li battemmo con un doppio 16-0. Alla festa dei 90 anni della Fiorentina lo abbiamo trovato in grande forma e la cosa ci tranquillizzò per questo siamo stati sorpresi in negativo dalla sua scomparsa ma l'idea che quel giorno si sia goduto il Franchi che lo inneggiava penso sia il regalo più bello che potessimo fargli"