Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariEuro 2024
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomoempolifiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromatorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloternanaturris
Altri canali euro 2024serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta

L'Azzurra Meccanica di Sarri e l'improvvido paragone con Michels

L'Azzurra Meccanica di Sarri e l'improvvido paragone con MichelsTUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 23 febbraio 2018, 15:452018
di Marco Conterio

La blasfemia della tattica porta il calcio a un Avanti Cruijff e a un Dopo Cruijff tutto suo. La rivoluzione copernica del futbol ha il colore della creatività e dell'armonia interna, l'arancione. Che è terra fertile di cambiamenti, perché anticipa il '68 della vita e precorre i tempi di quello pallonaro. "A volte ci sono squadre che segnano un periodo. Gli anni '70, ad esempio, sono dell'Olanda e non di chi ha vinto. Ma noi speriamo di fare questo e di vincere anche qualcosina. Tra vent'anni il Napoli sarà ancora ricordato". Il perché dell'antefatto è raccontato dall'improvvido paragone di Maurizio Sarri da Napoli, trapiantato in Toscana bello che imberbe e ora sbocciato di nuovo all'ombra del Vesuvio. E' un vulcano d'idee, Sarri, ma il suo Napoli sta suonando note antiche, anni '70, di uno spartito che quell'Olanda ha completamente rivoluzionato.

Ha inventato la zona moderna. Si è parlato, allora come mai prima, di calcio totale. La bellezza applicata al calcio, pur a un passo dal Paradiso, ma come concetto di vita e come confetto di un matrimonio tra necessità e virtù. Maurizio Sarri non è Rinus Michels, deus ex machina di quell'Olanda che è stata Prima Assoluta. Del Profeta Johan Cruijff, di Johannes Jacobus Neeskens, ma pure di Ruud Krol, di Johnny Rep, di Piet Keizer. Scriverà pagine bellissime, e l'augurio per il calcio italiano è che ne racconti ancora e ancora. Ma saranno storie. Non Bibbie, profane, di un pallone nuovo, come quello dell'Olanda.