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Il punto sulla Premier - City imbattibile, Conte scavalca Mou. Dyche al 7° cielo

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Mattia Zangari
lunedì 1 gennaio 2018, 07:452018
autore Mattia Zangari
01.01.2018 07:452018
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© foto di Insidefoto/Image Sport

Niente chiusura con il botto per il Manchester City, che saluta il 2017 da prima forza incontrastata della Premier League pur interrompendo la striscia di vittorie consecutive a 18. Sul gong di fine anno, i Citizens accettano di buon grado il pari a reti bianche con il Crystal Palace di Hodgson ringraziando Ederson in versione pararigori ma devono fare i conti con gli infortuni occorsi a due stelle del firmamento di Etihad Stadium, De Bruyne e Gabriel Jesus. A Pep Guardiola resta in mano la tutt'altro che magra consolazione di entrare nel 2018 con 59 punti realizzati in 21 partite, un bottino che determina un gap di 14 punti sulla più diretta concorrente, il Chelsea campione d'Inghilterra in carica che – come preannunciato dal suo condottiero Antonio Conte – venderà cara la pelle prima di passare il testimone all'avversario più meritevole. Che, ad occhio e croce, non sarà il Manchester United di José Mourinho, tripla 'x' nelle ultime tre uscite e conseguente caduta libera verso il terzo posto, a soli quattro punti di vantaggio dalla garanzia di accedere alla Champions League. La competizione che regala il trofeo che Ibrahimovic brama da inizio carriera, anche se il leone si è ferito di nuovo e dovrà guardare i compagni dai box per un po' di tempo ancora.
Chissà, invece, se dal prossimo gennaio, Coutinho, il più tecnico dei componenti dei Fab 4 di Liverpool quarti in classifica, vedrà da vicino o in tv da Barcellona i suoi compagni, che intanto si coccolano l'ultimo arrivato Salah, 17 gol e 5 assist nel torneo tanto per rimarcare la sua imprescindibilità. Indispensabile da più tempo per il Tottenham è certamente Kane, negli ultimi 12 mesi a tal punto che qualche illustre nemico ha definito gli Spurs 'Kane team'. La dipendenza di Pochettino dall'Uragano, in effetti, è difficilmente contestabile, a maggior ragione nell'anno solare in cui il bomber di Chingford ha segnato 39 reti in Premier, più di chiunque altro nella storia del campionato inglese (superato Shearer) e più di qualsiasi giocatore sul pianeta (56 totali, due segnature più dell'extraterrestre Messi). Anche sull'altra sponda del Nord di Londra è stato superato un primato, in questo caso di longevità: Arsene Wenger, con il pari non senza polemiche arbitrali maturato contro il Wba, ha superato Sir Alex Ferguson per numero di panchine in Premier (811).

Settimo posto che sa di consacrazione per il Burnley di Sean Dyche, che dopo una stagione di apprendistato a far rispettare la legge di Turf Moor ha cominciato a prendere confidenza anche fuori casa, togliendosi la soddisfazione di espugnare Stamford Bridge e pareggiare a Wembley, Anfield e Old Trafford. Sotto i Claret un abisso di ben 7 punti prima della coppia di squadra cuscinetto di media classifica Everton-Leicester; più dietro ancora il Watford guida il trenino di tre squadre, completato dalle due neopromosse Huddersfield e Brighton, che possono guardare alla relegation zone con relativa tranquillità. La relatività è data dall'incertezza di un campionato che di sicurezze non ne dà: in 5 punti sono racchiuse ben 8 squadre. E può succedere che l'attuale fanalino di coda Swansea riesae nell'impresa di rimontare un gol nei 4 minuti conclusivi e sbancare Vicarage Road, lo stadio del Watford.

CLASSIFICA - Manchester City 59; Chelsea 45; Manchester United 44; Liverpool 41; Arsenal 38; Tottenham 37*; Burnley 34; Leicester 27; Everton 27; Watford 25; Huddersfield 24; Brighton 22; Southampton 20; Bournemouth 20; Stoke 20; Newcastle 19; Crystal Palace 19; West Ham 18*; WBA 16; Swansea 16;

*una partita in meno