Juve, finisce l'era Marotta: retroscena e futuro di un dirigente illuminato
Marco Spadavecchia
Estate 2009: inizia un lungo corteggiamento culminato in un amore duraturo e pieno di soddisfazioni, quello tra la Juventus e Beppe Marotta. Terminato ieri, ufficialmente, dopo otto anni di successi, con un comunicato sobrio, stringato e formale. Perché prima di sposare la Signora, l'ormai ex direttore generale bianconero traccheggiò per un anno intero, decidendo di rimanere alla Sampdoria che poi condusse con Fabio Paratici e Luigi Delneri ai preliminari di Champions League. Accettando un anno dopo, nell'estate del 2010, la corte di John Elkann e la guida manageriale di un club in fase di rinnovamento. Spinto, soprattutto, dal freschissimo ingresso in società del giovane Andrea Agnelli. E, ironia della sorte, dopo una gestione illuminata fatta di 7 scudetti e 14 trofei complessivi, due finali di Champions, parametri zero e plusvalenze, Marotta oggi paga proprio la rinnovata politica di "rinnovamento" annunciata dal presidente bianconero. Contraddistinta da un'aggressività manageriale sublimata con il colpo Cristiano Ronaldo, probabilmente troppo lontana dal modus operandi del dirigente di Varese, unita a tensioni e a differenze di vedute nella gestione del club che hanno esaurito l'idillio di un tempo.
IL COMUNICATO - La fine del rapporto era cosa nota da tempo: mancava solo l'ufficialità, arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, dopo le parole di Marotta ("Non sarò più l'ad bianconero, le nostre strade si separano") pronunciate dal dirigente oltre un mese fa. "Juventus Football Club S.p.A. comunica che sono stati sciolti i rapporti di lavoro dirigenziale con il signor Giuseppe Marotta - si legge sul sito del club - con il riconoscimento al medesimo dell'indennità sostitutiva di preavviso che ammonta all'importo lordo di € 361.775, nonché dell'ulteriore importo lordo complessivo di € 361.775 a titolo transattivo e di incentivo all'esodo e (ii) con il signor Aldo Mazzia, riconoscendo allo stesso l'indennità sostitutiva di preavviso per l'importo lordo di € 278.000, nonché l'ulteriore importo lordo complessivo di € 309.000 a titolo transattivo e di incentivo all'esodo".
FLOP, GRANDI COLPI E PARAMETRI ZERO - La partenza di Marotta in bianconero non fu certamene delle migliori: ereditò la gestione di una Juventus al settimo posto, a cui ne seguì un altro targato Delneri, suo uomo di fiducia, dopo un mercato corposo e dispendioso. Di cui si ricordano i 15 milioni per Krasic e i 13 per Martinez. Ma anche gli acquisti di Bonucci e Barzagli, arrivato in bianconero per soli 300mila euro dal Wolfsburg. Il mercato successivo portò al primo scudetto dei sette: gli arrivi Pirlo (parametro zero) e Vidal, e i trasferimenti di Lichtsteiner e Vucinic garantirono a Conte un organico in grado di riportare la Juve ai livelli pre Calciopoli. Quello dei colpi "a zero" diventò una specialità della casa per Marotta: dopo Pirlo, l'ad piazzò successivamente altri grandi nomi come Coman, Neto, Khedira e Dani Alves, molti dei quali decisivi nella conquista di coppe e scudetti della gestione targata Allegri. Senza dimenticare Emre Can (16 milioni oneri accessori) e soprattutto Pogba, il vero capolavoro di Marotta, rivenduto allo United a 105 milioni di euro quattro stagioni dopo il suo arrivo a Torino. Se Tevez fu il grande colpo preso in saldo (15 milioni), Dybala rappresentò invece il primo grande investimento dell'era Marotta, prelevato dal Palermo per una somma complessiva di 40 milioni. Senza dimenticare, prima e dopo, gli acquisti di Morata, Mandzukic, Cuadrado, Alex Sandro, Benatia, Pjanic, Higuain (90 milioni di clausola al Napoli, l'acquisto più caro della storia della Juventus prima dell'arrivo di CR7), Bernardeschi, Douglas Costa, Matuidi e Szczesny. A seguire Perin, Cancelo e Bonucci, ripreso dopo un solo anno di Milan.
FUTURO MAROTTA - Oltre all'importo precisato dal club della Continassa, relativo a liquidazione e indennità sostitutiva di preavviso, Marotta riscuoterà un ultimo assegno (di oltre 5 milioni) che comprenderà anche i premi maturati attraverso un piano di incentivi sottoscritto anni fa. Ma da ieri è formalmente un dirigente libero: a guidare il mercato della Signora resterà l'uomo-chiave del presente juventino, Paratici, a tutti gli effetti un creatura di Marotta che l'ex dg bianconero non potrà però portare con sé nella sua nuova avventura. Probabilmente all'Inter, club favorito per ingaggiare l'uomo che ha reso, nuovamente, grande la Juve.




