Vado al Max. La notte della consacrazione di Allegri
Marco Conterio
Massimiliano Allegri da Livorno aveva sbagliato formazione a Wembley. Barzagli terzino era un piccolo fortino costruito per Son, ma il Coreano, che viene da terra di confini segnati e distinti, ha scardinato la flebile Maginot con corsa e determinazione. Pure con un gol. Il 4-3-3 bianconero era castello di carta, spazzato dal freddo vento della marea bianca degli Spurs. Poi, Allegri ha deciso di cambiare. Perché forse ci aveva pensato anche nel prepartita, sperando però di non prendere quel gol da Son: primo tempo di studio, secondo tempo a un altro stadio. L'adagio è diventato rock, pur con gli acuti di resistenza Tottenham, col cambio tattico. Dentro Lichtsteiner, dentro Asamoah, fuori Matuidi e Benatia. È' cambiata la Juventus.
È' cambiata la partita. Allegri ha dimostrato di avere il pedigree del grandissimo allenatore. Perché osa, perché ci prova ma pure perché riconosce gli sbagli e sa come porvi rimedio. No in si aspettava questo Son, non pensava di essere dominato e controllato dal Tottenham. Sapeva, però, che gli Spurs non sono abituati a questi livelli e ha deciso di tirar fuori il cinismo. Massimiliano Allegri aveva sbagliato formazione a Wembley. Ha saputo vincerla. Da grande allenatore.




