Cesena, le ambizioni del giovane Di Matteo
Stefano Sica
Ha esordito in serie B nella stagione 2006/07. Prima giornata di campionato, Pescara-Bologna. Merito dell'allora trainer degli abruzzesi, Davide Ballardini, il quale lo aveva notato nel vivaio biancazzurro apprezzandone il talento. Da quel momento, Marco Di Matteo (23) ha dovuto attendere quattro anni per cimentarsi nuovamente in cadetteria, grazie al Cesena che lo ha prelevato lo scorso gennaio dal Giulianova (13 presenze in giallorosso) consentendogli anche di debuttare in maglia bianconera. In effetti, non si può dire che il giovane attaccante di Piedimonte Matese, cresciuto nella scuola calcio C.S.C Matese, sia stato particolarmente fortunato dopo l'annata di B a Pescara (che lo vide comunque totalizzare sei apparizioni). Una soddisfazione, quella, che premiava la lunga trafila svolta nelle giovanili biancazzurre dal 2001 al 2007 (in pratica dai Giovanissimi Nazionali fino alla Primavera), con l'occhio vigile del maestro di sempre, Cetteo Di Mascio. Infatti è nel 2007/08 che Di Matteo, una classica seconda punta di movimento, si infortuna racimolando, così, solo quattro presenze in C1 col Pescara. Dopo un altro campionato di transizione, il giovane centravanti campano, che si ispira a Cristiano Doni e Lamberto Zauli, approda a Giulianova.
Poi si aprono per lui le porte del Cesena che, conoscendo il suo valore, lo mette sotto contratto fino al 2011. Allo stato attuale, però, è difficile immaginare un impiego costante da parte di Ficcadenti, come sarebbe nei desiderata del ragazzo. Difficile, anche se non impossibile, battere la concorrenza di elementi come, ad esempio, Malonga o Do Prado. Ecco perchè è plausibile che per lui si schiudano nuovamente gli orizzonti della B. In questo senso, i sondaggi di diversi club non mancano. Del resto, Di Matteo oggi è un giocatore pienamente recuperato sotto l'aspetto fisico e fortemente motivato a farsi valere ed a tirar fuori ancora quelle qualità mostrate in un passato neanche troppo recente. Dargli un'altra possibilità sarebbe innanzitutto un dovere.




