Inter, Moratti furioso: un procuratore di troppo
Redazione TMW
L'ira del day-after lascia spazio alle riflessioni: dopo l'enorme autogol Forlan, l'Inter si interroga su come sia stato possibile non accorgersi di nulla ed abboccare ad un piano in cui qualcuno doveva almeno sollevare dei dubbi. Non più la singola operazione dell'uruguayo, ma tutto un mercato da rianalizzare in una nuova chiave, a partire dalla trattativa Eto'o che è sempre stata legata a doppio filo con l'affare con l'Atletico: ricordiamo infatti i pranzi di Claudio Vigorelli, agente del camerunese, con Daniel Bolotnicoff, procuratore di Forlan, tentativi di sbloccare un ingorgo in cui, arrivati a quel punto, non ci si poteva più permettere di far saltare il banco. Troppe le commissioni in ballo, troppi gli intermediari seduti alla tavola imbandita ed ingolositi dai rubli del Anzhi: Moratti però vede, solo oggi, i risultati.
Nella catena Eto'o-Forlan, l'Inter pensava di aver fatto l'ennesimo affare economico ed oggi capisce che forse, senza Champions, l'uruguayo poteva valere un ennesimo sconto: la strategia della carta bianca questa volta non ha pagato. La coppia Vigorelli-Contratto è autrice anche dell'operazione che ha portato Davide Santon al Newcastle per circa sei milioni di euro ed agente di Emiliano Viviano, a testimoniare la massima integrazione del duo nelle strategie di mercato nerazzurre, almeno fino a ieri: oggi, qualcosa si è rotto ed il Presidente vuole delle spiegazioni che di certo non potranno essere convincenti. A Moratti, la delusione Eto'o-Forlan lascia un insegnamento: guai a disinteressarsi così, senza controllare in prima persona, quando la posta in palio è così alta.




