...con Francesco Tavano
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Cura Camolese. Qualcosa di meraviglioso per il Livorno, visti i diciannove punti in diciotto partite conquistati, che stanno togliendo i labronici dalla zona calda della classifica. Ma questa cura non ha dato i suoi frutti solo sulla squadra in generale. C'è un giocatore lì in attacco, che dopo un periodo difficile, in cui tutto sembrava andare storto, con il nuovo mister ha ritrovato forma e numeri che lo avevano portato ad un passo dalla convocazione al Mondiale 2006: il suo nome è Francesco Tavano. Proprio a lui ci siamo rivolti per la nostra consueta intervista esclusiva, facendoci raccontare cosa l'ha portato a vivere questo momento magico, senza dimenticare però la parentesi buia di Valencia. A questo proposito, Tavano non dimentica di dare un giudizio anche al mercato del Livorno, dando il suo punto di vista sulla stagione che sta per entrare nella sua fase decisiva.
CAMPIONATO, OBIETTIVO SALVEZZA
Abbiamo iniziato la stagione non bene, ma ci siamo ripresi alla grande. Adesso il nostro momento è positivo, speriamo di continuare su questa squadra. Siamo consapevoli che il nostro obiettivo è la salvezza e faremo di tutto per ottenerla.
A PALERMO, PECCATO PER IL RIGORE
È stata una bella partita, in cui le due squadre hanno giocato ad armi pari. Certamente se il rigore fosse entrato, la sfida magari si sarebbe svolta in modo diverso. Faccio i complimenti al portiere che è stato molto bravo a parare, non c'è da meravigliarsi, d'altra parte i portieri sono lì per quello. Piuttosto Miccoli mi ha impressionato, è tornato veramente in forma.
LA SVOLTA CAMOLESE
Vedendo i risultati direi che il suo arrivo è stato positivo. Qualcosa è cambiato visto che ora segniamo e riusciamo a vincere. In campo abbiamo un altro atteggiamento, più determinato e più convinto. Prima mollavamo subito, certamente questo è merito suo. Dal punto di vista tattico prima si giocava in diversi modi, senza trovare magari la giusta identità. Ora abbiamo un nostro assetto definito.
BOTTINO PERSONALE
Speriamo di poter arrivare ad una quota importante sia per me, che per la mia squadra. Penso che non sia stato facile, sono stato fermo sei mesi senza mai giocare, ma ho sempre avuto la voglia di lavorare al massimo. Si vedono i risultati che sto ottenendo. In questo momento sto bene fisicamente e se un attaccante segna con continuità, il resto arriva da solo. Il morale è alto e anche le cose difficili riescono bene.
UN BUON MERCATO
Sono arrivati Vailatti e Melara, due giocatori importanti che ci daranno una mano per uscire dalla zona bassa di classifica, ci siamo rinforzati.
VALENCIA, CHE TRISTEZZA
Il periodo più brutto della mia carriera. Stavo male sul serio. E dire che io ero contentissimo di andare lì. Il fatto è che non mi volevano. Però mi hanno preso lo stesso. Non sapevo della situazione che avrei trovato. Con il mister non c'era un buon rapporto. Chi mi aveva voluto era il direttore sportivo Carboni.
10 MILIONI DI VALUTAZIONE
Tanti soldi. Ma dico: perché spendere così tanto se poi non mi vuoi? L'allenatore, Quique Sanchez Flores, me lo disse subito: a me non servi. Me lo disse al terzo allenamento.
L'ESPERIENZA DI ROMA
Una liberazione. Volevo tornare, volevo l'Italia. A Roma mi sono trovato benissimo, sono stato bene sia con Spalletti che con i compagni, direi che ho fatto anche la mia parte: Otto presenze e due gol. E poi ho realizzato il mio sogno: giocare con Totti.
LIVORNO, LA MIA DIMENSIONE
Il Presidente Spinelli mi ha voluto fortemente e per questo lo ringrazio. Ho pensato anche che sarei finalmente tornato in Italia. Il Livorno inoltre è una piazza per me importante data la voglia di tornare a casa, qui sono sia vicino a Firenze sia ad Empoli. Vivo a Livorno e mi trovo benissimo.
ESPERIENZA ALL'ESTERO
Ho metabolizzato Valencia, ho ventotto anni, sono cresciuto, ora sto bene. Livorno mi ha ridato la giusta serenità, quindi perché non riprovarci?
IL RITORNO DEGLI ITALIANI
E' vero in questo calciomercato invernale sono arrivati tre attaccanti importanti. Come si sta in Italia evidentemente è diverso. Ma io conosco la mia esperienza personale. Ero andato a Valencia per giocare e purtroppo non mi è stato concesso. Fa parte del gioco...
LIVORNO È IL MIO TRAMPOLINO
Io cercherò di dare il massimo a Livorno. Ho un contratto che mi lega per quattro anni e spero di fare bene. Il futuro, poi, non si sa mai cosa riserba, è normale che un giocatore voglia arrivare sempre più in alto.
EMPOLI
Io sono molto legato alla squadra che mi ha lanciato. So quanto sia difficile giocare per la salvezza. Ci sono giovani interessanti ed i veterani che danno sempre il massimo. Vedendo le ultime uscite si vede un Empoli che crea tantissimo. Si parla di Malesani come di un tecnico molto preparato, ma io non lo conosco personalmente, quindi non posso esprimermi.
CAMPIONATO
La Lotta per la salvezza non è semplice, le squadre coinvolte sono quelle che vediamo. Magari non mi sarei aspettato il risultato del Cagliari con la Juventus, fino a poco tempo fa sembrava la candidata numero uno a retrocedere.
Per lo scudetto, invece, vedo l'Inter, la Roma potrà magari essere antagonista fino alla fine ma ieri ha sciupato un'occasione ottima. Per la Champions, il Milan ha una rosa più ampia, la Fiorentina deve fare la corsa sulla Juventus.




