...con Giambattista Pastorello
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Una bella favola. Il ritorno del Genoa in serie A, non può che essere definito in questa maniera. Il grifone, dopo essere mancato per dodici anni dalla massima serie, ed essere passato attraverso mille peripezie e difficoltà, è tornato nel calcio che conta con lo stesso piglio e la stessa sfrontatezza che ne hanno sempre contraddistinto la storia. È stato scelto, per questo, un tecnico giovane e "spavaldo" come Gasperini, che punta sì al risultato, ma senza per questo sacrificare il gioco, che risulta invece sempre piacevole ed offensivo, quale che sia l'avversario. I meriti di questo progetto sono sicuramente da dividere in seno alla società, e proprio per questo motivo, abbiamo deciso di contattare il vicepresidente dei rossoblu, Gianbattista Pastorello, che ci ha fatto il punto della situazione riguardante il Genoa, senza trascurare di trattare esaurientemente il tema mercato, svelandoci numerosi retroscena, e non solo...
GENOA, CHE STAGIONE!
"Di solito quando si parte, si spera sempre che il campionato sia positivo. Sicuramente stiamo andando molto bene, non dico al di là di ogni nostra aspettativa, ma quasi. Il nostro traguardo era raggiungere la salvezza, una salvezza diciamo non risicata. Si diceva durante la stagione, quando la squadra già andava bene, che avevamo ampi margini di miglioramento, cosa che si sta riscontrando adesso. Stiamo andando molto bene e stiamo piacevolmente considerando la validità dell'organico messo a disposizione, come confermano anche i risultati. Tuttavia, io non mi deprimo nel momento difficile e non mi esalto nei momenti positivi come questo. Manteniamo i risultati fin qui raggiunti e guardiamo gara dopo gara, tra un po' vedremo che obiettivi porci".
SAMP, CARA NEMICA
"Non credo di dover evidenziare io che non sono genovese, la rivalità tra queste due società. Tra Genoa e Sampdoria c'è sempre stato un grande antagonismo, quest'anno, oltretutto, dopo tanti anni i nostri tifosi possono giocarsela con armi pari non solo per la categoria, ma anche per la posizione in campionato, che ci trova oggi appaiati alla Sampdoria. Sicuramente questo rappresenta un ulteriore motivo di interesse per il campionato, e noi ne siamo molto felici".
IL NOSTRO MERCATO
"Noi non avevamo molte cose da fare, il mercato estivo ci aveva fatto raggiungere un traguardo di venticinque punti al termine del girone di andata. La proprietà ci aveva detto che se ci fossero state occasioni importanti per migliorare l'organico che Gasperini aveva a disposizione, avrebbe messo mano al portafoglio. Un esempio è stato lo scambio tra Papa Waigo e Vanden Borre, una bella operazione di mercato che sia la Fiorentina che il Genoa hanno trovato opportuna, vedremo con il tempo chi dei due club abbia fatto l'affare. Riguardo a Criscito, invece, non posso dare un giudizio su cinque mesi del calciatore, nei quali ha giocato lontano da noi. Posso solo dire che quello che dicevamo noi ad inizio stagione, quando avevamo suggerito alla Juve che sarebbe stato meglio che avesse completato la sua crescita professionale da noi, si è rilevato esatto".
I COLPI MANCATI: CALAIO' E DI MICHELE
"Riguardo a Calaiò, credo che fossero solo voci di mercato. Non ci interessava dal punto di vista tecnico, senza voler denigrare il valore del giocatore. Ma noi eravamo coperti in quel ruolo. Per il resto, io ho sempre sostenuto di non sapere se Di Michele avrebbe risolto problemi del Genoa. Mantenere Di Vaio è stata un'operazione intelligente da parte della nostra intelligenza. Avremmo risolto i problemi del Torino e non i nostri. Alla fine dell'anno, poi, si vedrà, ci pensiamo, non si può pensare adesso ad un'ipotetica partenza a giugno. Di Vaio è stato artefice della nostra promozione e ce lo godiamo da qui alla fine, poi quello che sarà sarà. Se abbiamo preso Lodi? Lo dicono i giornalisti del riscatto. È un giocatore interessante, ma non si può parlare del mercato prima della prossima stagione".




