...con Luis Suarez
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
Un pallone d'oro per Tmw. Luis Suarez è considerato all'unanimità come uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. E nella settimana del centenario nerazzurro, non potevamo rivolgerci che a lui per fare una bella panoramica su tutto ciò che sta intorno al mondo Inter. Luisito ci racconterà, in questa intervista esclusiva, il delicato momento attraversato dalla capolista, svelando gli ingredienti necessari per uscire dalla crisi e per tentare l'impresa contro il Liverpool, come in quel lontano 1965...Ma Suarez non è solo questo, non è la classica vecchia gloria alla quale appigliarsi nei momenti di difficoltà, lo spagnolo è parte integrante del presente nerazzurro. Da anni svolge la carica di osservatore per la società di Moratti, a lui si deve, tra le altre, la scoperta di un allora giovanissimo Javier Zanetti, oggi pluridecorato capitano nerazzurro. Per questo motivo abbiamo ovviamente toccato anche il tasto mercato, ricevendo in cambio alcune rivelazioni interessanti...
Questa settimana l'Inter compie 100 anni , data storica...
"Senza dubbio si tratta di un momento bello, speriamo fare una bella celebrazione magari con la vittoria contro il Liverpool".
Che percentuale c'è di passare il turno?
"Abbastanza difficile, la percentuale è dalla loro parte ma sono anche partite che si possono ribaltare, e io lo so bene..."
Che consigli si sente di dare ai nerazzurri che, 43 anni dopo, ritenteranno la sua impresa?dà
"Serve un gol nei primi venti munti di gioco, e poi bisogna stare attenti a non subirne, visto che vale doppio il gol in trasferta".
Come preparò Herrera la partita nel 1965?
Noi non avevamo la regola del gol che fuori casa vale doppio, e quindi avevamo bisogno di fare un due a zero per andare ai supplementari. Abbiamo dosato in giusta maniera tanto la calma, quanto l'aggressività, soprattutto nella parte iniziale del match... i primi venti minuti".
Un ritorno di Champions non facile per le italiane...
Sono tutte partite che saranno molto combattute, qualunque squadra può passare. Il valore sia delle italiane, sia delle straniere è buono. Sono squadre che, bene o male, si equivalgono. Dunque è piuttosto difficile fare pronostici".
La battuta d'arresto di domenica potrebbe significare la riapertura del campionato?
"Sei punti non sono pochi da riprendere, vuol dire che l'Inter ne deve perdere due , ma la Roma vincerle tutte. Sarà di certo un campionato in cui l'Inter soffrirà fino all'ultimo, ma sono sicuro che alla fine guadagnerà lo scudetto. Il problema non è lo scudetto, ma la Champions".
Cosa vuol dire? Teme che il passaggio del turno sia ormai compromesso?
"Non sarà facile. Da tanti anni, ormai, ci siamo per lo scudetto, ma ciò che manca davvero è la Coppa. Io tempo che alla fine la tensione sia talmente eccessiva che impedisca ai giocatori di giocare serenamente. E troppa carica emotiva, nel calcio, non va mai bene".
Ma cosa non ha funzionato a Napoli?
"Una sconfitta può capitare. L'Inter pensava alla Champions, la squadra è stata rivoluzionata, ma questo non vuol dire che il Napoli abbia vinto immeritatamente..."
Si parla però di crisi, è d'accordo?
"Quando uno vince sempre, è normale che se due partite non vanno si parli di crisi. Ma anche con la Roma è stata una partita strana, con diversi infortunati e la Roma è un'ottima squadra..."
Totti è stato deferito per le dichiarazioni del dopo-gara...
"Sì, probabilmente ha esagerato. Poteva parlare magari di qualche situazione in cui era in disaccordo con l'arbitro, è anche normale che questo possa accadere, ma forse è andato oltre. Magari noi non abbiamo ravvisato alcune cose, ma è normale; si tratta di punti di vista diversi. Come se a noi fosse chiesto dell'espulsione di Materazzi in Champions, e la stessa domanda fosse fatta al Liverpool. Vi assicuro che la risposta non sarebbe uguale".
Capitolo Ibrahimovic: quando tornerà?
"Penso che possa giocare già da sabato contro la Reggina, in vista della partita contro il Liverpool".
Come vede Balotelli? Lo giudica già pronto per la prima squadra?
"E' un ragazzo molto interessante, di grandi qualità. E' necessario farlo crescere con calma. Non si deve esaltare quando fa bene e criticare quando va male. C'è bisogno di equilibrio, e mi riferisco soprattutto ai giornali".
Sappiamo che ha visionato Rakitic, arriverà all'Inter?
"Questo non lo so. Ho visionato due partite del giocatore, ma c'erano anche altre squadre a vederlo. Non è una novità che lo l'Inter lo segua, viste le ottime qualità del giocatore. Ha buone prospettive ed è un giovane interessante. Ma non posso essere certo che potrà arrivare in nerazzurro, dal momento che non sono io che decido il mercato".
Cosa manca alla squadra per fare un definitivo salto di qualità?
"Non manca tanto, è un'ottima squadra. Io prenderei dei giovani a completamento e li farei crescere nell'ambiente, come è successo a Balotelli. Non devono essere per forza stranieri, possono essere anche italiani.Vedo, a questo proposito, una buona squadra Primavera anche se non la seguo costantemente, ma i risultati dimostrano che ci sono giocatori importanti".
Come si concluderà il campionato?
"Dico Inter, Roma ed il terzo e quarto posto aperto tra Milan, Juve ed Fiorentina Non mi aspettavo il gran risultato della Fiorentina a Torino. Visto come si era messa la partita pensavo ad un pareggio. La Fiorentina ha fatto un grande risultato e mi fa piacere. Ci sono giocatori interessanti, e tra un paio di anni la squadra viola sarà competitiva per puntare a qualcosa di importante, anche per lo scudetto".




