...con Walter Zenga
Raffaella Bon e Gianluigi Longari
È tornato l'Uomo Ragno. Dopo anni di soddisfacente carriera all'estero, finalmente è giunto il tempo della grande occasione, una panchina in Italia. Non sarà quella dell'Inter, a lungo sognata dall'idolo dei tifosi neroazzurri, ma la missione è altrettanto affascinante: salvare il Catania.
Walter Zenga si è confessato in esclusiva con Tuttomercatoweb nel giorno del suo insediamento in Sicilia, e con noi ha parlato dell'avventura che lo attende, senza dimenticare di tracciare un bilancio della sua carriera di tecnico prima di questa grande opportunità. Interessanti anche le battute riguardanti la squadra del suo cuore e Frey, il portiere della Fiorentina scoperto dallo stesso Zenga ai tempi del Cannes.
Che effetto le fa allenare in Italia?
"Accetto con piacere questo nuovo incarico, il primo in Italia. Ho grande tranquillità e sicurezza e la voglia di iniziare, ma non provo nessun effetto particolare, allenare è uguale ovunque. Ho allenato squadre importanti facendomi una bella esperienza, anche per avere guidato squadre di diverse nazionalità. Magari sarò agevolato nella lingua. Ripeto il piacere di allenare è ovunque".
Una bella sfida salvare il Catania in sette giornate?
Questa sfida mi affascina ma va affrontata, come ogni sfida, con grande coraggio, cosa che a me non manca, ma soprattutto in modo intelligente, e occorre avere la pazienza di accettare tante cose. Sarebbe stata più dura continuare a restare fuori, uno può cominciare a sette partite dalla fine, l'importante è cominciare".
Che impressione ha avuto dal suo primo allenamento?
"Sono dei ragazzi che hanno voglia e motivazioni giuste. Hanno l'obbligo di cercare la salvezza in queste sette giornate e di giocarsi una semifinale in Coppa Italia, non è cosa da poco".
Abbastanza curioso che ci si trovi in emergenza in campionato, e che si abbia da giocare una semifinale di coppa, non trova?
"Non so il perché di questo andamento altalenante. Non sta a me dirlo. Rispetto Silvio Baldini che a mio avviso è un ottimo allenatore. Ho avuto la fortuna di giocarci contro in Coppa Uefa, quando lui allenava il Parma ed io lo Steaua".
Con Baldini, tra l'altro, lei si è sentito subito...
"Sì, è vero, al momento in cui sono arrivato in sede l'ho chiamato. È una persona che ho ammirato e che qui ha fatto un grande lavoro".
Cambierà modulo?
"C'è poco tempo per rivoluzionare il lavoro di Baldini che, onestamente, ha fatto benissimo. Io sono convinto che bisogna cominciare dalle cose buone che questa squadra ha. Cambiare per il gusto di farlo non ha senso. Magari qualcosa si può proporre e se le cose verranno digerite, ben venga. Ho conservato lo staff e secondo me è stata una scelta intelligente, di loro avrò bisogno. Io sono abituato a parlare con tutti dal magazziniere al medico, sono proprio loro che magari conoscono meglio i giocatori".
Quale può essere la ricetta vincente?
"Giocarsela, non avere paura di perdere, ma cercare di vincere la partita. Bisognerà giocarsela partita dopo partita senza fare nessun calcolo. Bisognerà adattarsi all'avversario che si ha di fronte e giocarsi la partita, sempre".
Un esordio subito difficile, contro il Napoli
Sì, è vero, domenica affronteremo il Napoli, per noi non sarà facile, visto il buon momento che sta vivendo la squadra partenopea. La mia volontà è quella di iniziare bene fin da subito. Cercheremo di fare un buon risultato, anche per dare la giusta carica ai ragazzi".
Una curiosità è vero che lei segnalò Frey all'Inter?
"Quando ero osservatore dell'Inter, andai io a visionarlo a Cannes e dissi ai dirigenti di prenderlo perchè ero convinto che fosse un grandissimo portiere come infatti poi si è rivelato, anche se all'Inter incappò in una stagione sfortunata".
Si aspettava un'Inter che a sette giornate dalla fine potesse essere così vicina alla diretta inseguitrice?
"Il calcio è fatto così. Quest'anno stiamo godendo di un bellissimo campionato dove dallo scudetto, alla Champions, alla lotta per la salvezza nessun gioco è ancora stato fatto".
Ma alla fine l'Inter ce la farà?
"Io devo pensare al Catania e le zone alte di classifica non mi competono. Nella vita niente è semplice, ciò che è certo è che se la giocherà con tutte le armi".
Allora chi vede coinvolto in questa lotta per la salvezza?
"Le ultime sei squadre che sono in basso. Il Torino mi sembra fuori, avendo 34 punti è in una situazione privilegiata".




