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Sacchi sul caso Icardi: "Esclusione scontata, è stato fuori per 40 giorni"

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Pierpaolo Matrone
domenica 31 marzo 2019, 12:40Archivio 2019
autore Pierpaolo Matrone
31.03.2019 12:40Archivio 2019
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Chiara Biondini

"In una società esiste un organigramma, vi sono un presidente, dei dirigenti, un allenatore, dei giocatori. Ogni componente ha responsabilità e compiti anche nei momenti difficili. Questa premessa per dire che a mio avviso la scelta non è solo dell’allenatore". Lo dice Arrigo Sacchi, intervistato dal Corriere della Sera, a proposito del caso Icardi.

La squadra non perde una risorsa importante?
"No. Ribadisco: la decisione di Spalletti sulla carta mi pare scontata e non lo affermo per un fattore politico o disciplinare ma squisitamente tecnico. Se resti in infermeria per 40 giorni non puoi essere in forma come gli altri. Se Spalletti lo avesse fatto entrare e poi si fosse fatto male? Mi piace ricordare che con il Milan ho vinto una Coppa dei Campioni con Gullit che su dieci partite ne ha giocate una sola. Per rispetto al giocatore e al resto dello spogliatoio occorre puntare su chi fisicamente è preparato".

Nella sua carriera situazioni simili, pur senza l’eco dei social, sono capitate?
"Sui social che non frequento le rispondo che un bel tacer non fu mai scritto. E in generale, forse sì fatti del genere possono essere accaduti, ma sa una cosa? Ho avuto la fortuna di lavorare in club competenti, dove ciascuno di noi era spronato a tirar fuori anche l’ultima goccia di energia che aveva nell’alluce. In un ambiente dove ci si sente a proprio agio si crea la squadra".

Ha fiducia nella capacità di mediazione di Marotta?
"Moltissimo. Sa da quanto lo conosco? Da quando lui era presidente del Varese e io allenavo il Parma. Era la stagione 1985-86, mancavano poche giornate alla fine del campionato. Giocavamo in casa del Varese che in caso di sconfitta sarebbe retrocesso. Noi in caso di successo saremmo stati promossi in B. Vincemmo 1-0 e nonostante il momento Marotta venne a farmi i complimenti. Un signore. A mio avviso non c’è persona più competente di lui. Poi certo occorre l’apporto della società, che è componente fondamentale. Si ricordi una cosa: quando qualcosa in una squadra non gira, il problema è sempre il club, perché non ha avuto la visione giusta, non ha saputo gestire bene le situazioni o dettare le proprie linee guida".