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Juve, Allegri lascia il pallino del gioco ad Agnelli: il match non è chiuso

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Giovanni Albanese
domenica 12 maggio 2019, 08:30Archivio 2019
autore Giovanni Albanese
12.05.2019 08:30Archivio 2019
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Imago/Image Sport

C’è anche una partita da giocare, stasera, contro la Roma, ha provato a ricordare ieri Massimiliano Allegri in conferenza stampa. Anche se, com’era facilmente prevedibile, le attenzioni erano rivolte completamente sul suo futuro. Ci ha provato a limitare la curiosità dei giornalisti presenti in conferenza stampa, anticipando il summit con il club previsto per la prossima settimana: non è bastato.

Il tecnico bianconero la porta fino al novantesimo con la stessa formazione titolare, nella partita con Agnelli. Non si sbottona. Lasciandogli il possesso della palla e aspettandolo al limite della propria area di gioco: “Con il presidente c’è un ottimo rapporto perché siamo molto diretti. Lui è stato chiaro dopo Juve-Ajax” spiega Allegri, che resta in attesa del momento giusto per il contropiede. Magari proprio nel faccia a faccia che decreterà la separazione o la conferma di un matrimonio che nelle ultime settimane pare essersi sfaldato. A questo punto - per come si sono messe le cose - l'allenatore vuole averla vinta. E non per forza per rimanere, evidentemente. Bensì per non essere lui, al peggio, ad andar via.

Il presidente Agnelli, uno dei manager più lungimiranti del calcio moderno, lo affronterà con ogni probabilità a tutto campo. Con numeri, analisi, proiezioni. E poi, proprio come avviene nel calcio giocato, sarà il campo a dare il verdetto. Una cosa è certa: dopo cinque anni, undici titoli conquistati e due finali di Champions, la brutta uscita europea con l’Ajax brucia ancora troppo, e diverse responsabilità pesano sulla gestione tecnica.

Allegri, però, conclude la sua rifinitura davanti ai giornalisti soliti dell’Allianz Stadium con un’azione da manuale, rispondendo a chi gli chiede se ha già qualche idea per il futuro: “Io ce l’ho in mente da sei mesi. Prima devo dirlo al presidente, però. Poi, se saremo d’accordo, penseremo alle cose tecniche. Io le cose le ho sempre ben chiare, sei mesi prima, non all’ultimo giorno. Adesso non state a chiedermi di cosa parleremo perché tanto non ve lo dico”. Quasi un dieci contro zero che giunge in porta senza discussione.

Dicembre, o giù di lì. Sei mesi fa, insomma, il tecnico aveva fatto la tara delle criticità. Fu in quel momento, probabilmente, che decise di pigiare sull’acceleratore in campionato – come spesso ha ammesso – prendendosene i rischi conseguenti. Ed è solo adesso - a quanto pare – che vuole farlo aggiungere a referto dal presidente. La comunicazione non verbale su quella risposta darebbe ancora qualche indicazione in più. Ma, restando sulla dialettica calciofila, la sensazione è che il risultato finale di questa partita sia davvero tutt’altro che scontato.

Stasera c’è anche la Roma, è vero. All’Olimpico, davanti a cinquanta mila spettatori. Dove rientrerà Dybala (in coppia con Ronaldo) e non ci sarà Bonucci, probabilmente sostituito da Barzagli. Torneranno a disposizione pure Alex Sandro, Bentancur ed Emre Can. Ma queste notizie, certamente positive, a questo punto della stagione non potranno certo rispondere adeguatamente a ben altre domande.

Fonte: inviato a Torino