Juventus, è il giorno di Barzagli: 38 candeline e la proposta di Allegri
Giovanni Albanese
“Sai perché non ti alleni bene? Perché non credi quello che fai”. Andrea Barzagli era già un campione del mondo quando si vide sputare in faccia una cruda realtà da Felix Magath, allenatore del Wolfsburg. A lui, la roccia bianconera, deve l’inizio della sua seconda vita da calciatore. “Perché – ha ammesso lo stesso giocatore diversi anni dopo . ha stravolto completamente la mia mentalità”. Se ne ricorderà certamente anche oggi Andrea, che alla Continassa festeggerà insieme ai compagni il suo trentottesimo compleanno. Sarà anche l’ultimo da calciatore, poi – come già annunciato – il suo futuro prenderà una piega diversa. Allegri gli ha già proposto di entrare a far parte del suo staff per curare la fase difensiva, lui – per adesso – osserva e riflette.
Di certo, Andrea Barzagli è uno degli esempi positivi più interessanti del calcio moderno, un patrimonio che il club non vorrà disperdere. Basti pensare che aveva esordito a 17 anni nel campionato nazionale dilettanti e che negli anni successivi, passando dal Chievo al Palermo, si era conquistato la Nazionale di Marcello Lippi in quel Mondiale 2006. Prima della parentesi tedesca e del suo arrivo alla Juventus che ha allungato il suo palmares. Una chioccia perfetta per i giovani, un riferimento impeccabile dentro e fuori dal campo, una delle tre stelle di quella BBC che sarà ricordata nella storia come una delle difese più incredibili della Juve di tutti i tempi.
Alla ripresa degli allenamenti prevista per oggi, dopo quattro giorni di riposo, Barzagli brinderà alla sua ultima stagione speciale. E saranno ricordi – tanti – che riaffioreranno dopo anni di sacrificio e passione da mettere presto a disposizione dei giovani. E chissà che Allegri, giusto oggi, voglia farlo sentire un po’ più suo collega, nel corso della seduta in programma alla Continassa.
Domenica sera c’è la Roma: un’altra partita da affrontare con impegno trovando le motivazioni necessarie, pur non avendo più niente da chiedere alla classifica. Con un Dybala in più, con ogni probabilità, e senza Bentancur e Rugani, entrambi ancora alle prese con i rispettivi infortuni. Poi il tecnico bianconero avrà anche da incontrare Agnelli, da discutere del suo futuro e magari metterlo a posto con un adeguamento di contratto. Il tutto, però, senza rubare la scena alla roccia: uno di lacrimuccia facile, di passione autentica, di valori d’un tempo. Che il calcio – e la Juve - dovrà tenersi stretto.




