Rugani, prezioso non titolare. Cinque anni per prendersi il posto
Andrea Losapio
Due anni a Empoli, 81 presenze. Quattro alla Juventus, le stesse. Questo dato spiega come Daniele Rugani, fresco di rinnovo fino al 2023, sia un prezioso non titolare. Un'ottima riserva, in grado di ricoprire al meglio i buchi lasciati dai vecchietti, cioè Bonucci e Chiellini. In parte anche Barzagli, magari non in questa stagione. E pure costosa perché, al netto dell'ingaggio, negli scorsi anni sia il Chelsea che il Napoli hanno provato più volte a strapparlo alla Juve, senza peraltro riuscirci. Anche con offerte considerevoli, perché Maurizio Sarri lo avrebbe voluto in tutti e due i club: 25 milioni in azzurro, più di 40 in Blues, ricevendo però sempre picche.
Ora ha cinque anni per prendersi il posto. Perché è un attimo passare da brillante promessa a eterna riserva, considerando che Rugani e Romagnoli dovrebbero - condizionale d'obbligo - essere il futuro della Nazionale, di Mancini ma non solo. Ma, per ora, sono entrambi bloccati in azzurro. Rugani anche in bianconero, ma anche l'anno scorso, senza Bonucci, ha raccolto "solamente" 22 presenze.




