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Addio a Paolo Rossi, icona del calcio italiano: dal Vicenza alla Nazionale, una carriera straordinaria

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Michele Pavese
giovedì 10 dicembre 2020, 02:00Archivio 2020
autore Michele Pavese
10.12.2020 02:00Archivio 2020
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© foto di Federico De Luca

Nel cuore della notte, due settimane dopo la scomparsa di Diego Armando Maradona, il mondo del calcio si ritrova orfano di un altro grande eroe: Paolo Rossi, il trascinatore assoluto dell'Italia nel Mondiale del 1982, si è spento all'età di 64 anni. Ci ha lasciati il campione gentile, capace di regalare momenti indimenticabili al popolo azzurro insieme a quella squadra che vinse il titolo battendo il Brasile di Socrates e Zico (con una storica tripletta di Pablito al Sarrià di Barcellona), l'Argentina di Maradona, la Polonia di Boniek e la Germania Ovest di Rummenigge in finale. Capocannoniere del Mundial con sei reti, vinse anche il Pallone d'Oro nello stesso anno, terzo italiano a riuscirci dopo l'oriundo Omar Sivori e Gianni Rivera.

Fu il momento migliore della carriera di Rossi, che superò così definitivamente la rabbia per la squalifica causata dallo scandalo scommesse, grazie soprattutto alla fiducia di Giampiero Boniperti ed Enzo Bearzot. Una carriera cominciata nelle squadre giovanili della sua Prato, dove era nato il 23 settembre 1956, e della vicina Firenze; il suo talento fu notato dalla Juventus, che però lo cedette subito al Como. Le sue qualità sbocciarono in Serie B, nel Vicenza di Fabbri, che trascinò nella massima serie realizzando ben 24 reti. Poi arrivò la tappa di Perugia, prima dei tanti trionfi in maglia bianconera: a Torino visse quattro stagioni esaltanti, conquistando due Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Chiuse a Verona, dopo un anno nel Milan. Il suo nome è però legato indissolubilmente alla maglia della Nazionale italiana, con cui ha disputato 48 partite mettendo a segno 20 reti. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è stato a lungo opinionista per Sky, Mediaset e RAI, mentre negli ultimi anni era tornato a Vicenza come dirigente. Lascia la moglie, Federica, e tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria e Alessandro. A loro e a tutti i famigliari vanno le condoglianze della redazione di Tuttomercatoweb.com.