Barzagli: "Quando Dani Alves metteva la musica a palla. In campo era molto concentrato"
Andrea Piras
Nel corso dell'intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, Andrea Barzagli ha parlato di Dani Alves: "Io mi sono evoluto, da giovane ero sempre molto concentrato e poi piano piano mi sono accorto che noi italiani abbiamo questo momento prima della partita dove c’è chi ascolta musica, chi è molto concentrato. Mi sono accorto che non è determinante questa cosa: ognuno ha il suo modo per concentrarsi. Ogni tanto scherzare e stemperare il momento fa bene. Poi sono arrivate colonie di sudamericani che hanno iniziato a mettere la musica, ma devo dire che se ti vuoi isolare, in uno spogliatoio ci riesci. Ti metti con le tue cuffie, te ne vai da una parte. Se invece vuoi stare in mezzo alla musica ci stai, dove loro ridono e scherzano, riescono ad avere questo on-off che staccano e attaccano, appena sono in campo sono subito concentrati. Abbiamo avuto un po’ di problemi con Dani Alves perché lui metteva la musica a palla, era abituato al Barcellona e dicevano che è una cosa che succede spesso. Ma anche in Inghilterra le squadre hanno la musica forte prima della partita.
A un certo momento gli avevano detto ‘Guarda Dani, scusa ma qui c’è chi vuol stare concentrato e chi meno’, e quindi si metteva la musica a palla nelle cuffie e ballava da solo. Poi alla fine entrava in campo e lo vedevi che era uno dei più concentrati. La cosa è molto soggettiva. L'atteggiamento? Il professionista esemplare al fischio d’inizio ma con l’approccio più leggero e spensierato che abbia mai trovato in carriera è Dani Alves. Al di là di come si faceva vedere dall’esterno, era una persona molto concentrata in campo. Ne trovi tanti, però è meglio viverla così che viverla di tensione, che vedi la gente super-concentrata che poi entra in campo e ha già fatto mezzo tempo da quanto è concentrata. Ognuno è fatto suo modo".




