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Boninsegna: "L'Inter si monti la testa dopo aver battuto la SPAL ormai retrocessa"

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Tommaso Bonan
sabato 18 luglio 2020, 11:57Archivio 2020
autore Tommaso Bonan
18.07.2020 11:57Archivio 2020
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Bursi

È successo solo una volta, nell’era dei tre punti, che una squadra ne recuperasse 6 a 5 giornate dalla fine. E Antonio Conte ne sa qualcosa, perché era uno degli uomini simbolo della Juventus che il 5 maggio 2002 strappò all’Inter lo scudetto. Oggi che siede sulla panchina nerazzurra, Conte ha bisogno in realtà di fare 7 punti più dei bianconeri, perché ha perso gli scontri diretti. Guardando il calendario, favorevole ai bianconeri, lo spartiacque resta il prossimo weekend: domani Roma-Inter e lunedì Juventus-Lazio. "Non so chi è più in crisi tra la squadra di Inzaghi e quella di Sarri - dice al Corriere della Sera Roberto Boninsegna, protagonista dello scudetto nerazzurro del ’71 in rimonta sul Milan e di quello all’ultima giornata con la Juventus nel 1977 contro il Toro -.

La realtà è che una volta si rimaneva spesso a pari punti fino all’ultima giornata, mentre adesso 6 punti, che poi sono 7, ci sembrano pochi. L’Inter farà bene a non montarsi la testa dopo aver battuto la Spal ormai retrocessa: se vogliamo parlare di nuovo di scudetto, parliamone. Ma mi sembra che il treno sia già passato. Però capisco che la Juve che raccoglie appena due punti in tre partite faccia scalpore. E autorizzi a sperare".