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Emergenza Coronavirus. L'associazione degli steward: "Si tutelino tutti i lavoratori negli stadi"

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Tommaso Bonan
mercoledì 22 aprile 2020, 17:42Archivio 2020
autore Tommaso Bonan
22.04.2020 17:42Archivio 2020
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Un match a porte chiuse non coinvolge soltanto i 22 giocatori in campo, ma anche circa 300 operatori che lavorano per quello stesso match". Così Ferruccio Taroni, presidente dell’Andes, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza, che riunisce gli oltre trentamila steward e Delegati alla Gestione Evento (Dge) di tutta Italia, interviene sulle modalità con cui il calcio punta a ripartire.

"La sicurezza sanitaria nel caso in cui riparta il campionato deve essere garantita per tutte le figure professionali, dai calciatori fino agli addetti con contratti precari". Tra le linee guida stilate, la necessità del distanziamento di due metri, l'uso delle mascherine per gli atleti fuori dal campo di gioco, il rilevamento della temperatura a condizioni determinate per chiunque accede allo stadio e misure di cautela totale per le interviste.