FIGC e Lega incontrano il Premier Conte. Perché la questione non è più solo sportiva
Simone Bernabei
Detto di protocollo, valutazione del Cts e decisioni varie ed eventuali dei Ministeri della Salute e dello Sport, la data cerchiata in rosso nell’agenda della Serie A è quella che vedrà il decisivo incontro fra il premier Giuseppe Conte, il presidente della FIGC Gabriele Gravina e l’ad della Lega Paolo Dal Pino.
In gioco c’è anche la tenuta del governo - Un po’ come successo in Germania, con la cancelliera Angela Merkel che ci ha messo la faccia pur di far ripartire la Bundesliga, Conte dovrà prendere in mano le redini di una discussione che fin qui ha vissuto di diverse polemiche e incomprensioni fra le parti in causa. La data buona potrebbe essere domani, mercoledì, lo stesso giorno in cui è previsto il Consiglio federale. La Fase 2, almeno secondo le indiscrezioni di ieri de La Stampa, è iniziata per volere dello stesso Premier, che avrebbe “forzato” la mano anche contro il parere degli scienziati. E chissà che la stessa cosa non accada anche con la Serie A. Ovviamente dire che il calcio e una decisione a riguardo possano mettere in gioco la tenuta del governo è per ora un’esagerazione, ma vista l’importanza dell’indotto economico che gravita intorno al pallone e le pressioni costanti da parte di maggioranza e opposizione appare inevitabile una discesa in campo in prima persona. La data di mercoledì è ancora piuttosto indicativa, possibile che l’incontro a tre slitti di qualche ora. Ma nel giro di qualche giorno, certamente entro il fine settimana, è possibile che la questione venga risolta una volta per tutte.




