Le grandi trattative del Milan - 1987, Van Basten è rossonero per 1,8 miliardi
La grande epopea del Milan di Silvio Berlusconi inizia nell’estate del 1987, quando la squadra viene affidata ad Arrigo Sacchi, preso a sorpresa e contro ogni pronostico, dal Parma. Ma quella scelta non fu l’unica di un certo livello presa dal presidente del Milan, che coadiuvato da Adriano Galliani, decise di investire ancora di più sul mercato per completare la squadra da consegnare al mago di Fusignano. Ecco allora che la lista degli acquisti inizia a farsi interessante. In rossonero arrivano, per volontà di Sacchi, Mussi, Borolazzi e Walter Bianchi dal Parma, Carlo Ancelotti a fine mercato dalla Roma, Angelo Colombo dall’Udinese e uno dei due colpi più fragorosi dell’estate 1987: Ruud Gullit dal Psv Eindhoven. Ma non basta, per candidarsi a vera rivale del Napoli campione d’Italia serve ancora qualcosa. O meglio, qualcuno. Serve un campione dalla classe cristallina, che possa reggere il confronto con Maradona. E quel campione viene individuato in Marco Van Basten.
Ma il numero 9 dell’Ajax sembrava essere molto reticente nel venire a giocare in Italia. Fu decisiva una cena con Silvio Berlusconi che, alla fine, strappò il sì al giocatore che venne preso a parametro UEFA in quanto, ai tempi, non c’era il parametro zero e lo svincolo aveva un costo parametrato: nel caso di Marcel Van Basten il quibus fu di 1,8 miliardi. La firma sul contratto preliminare con i rossoneri – che avevano allacciato i contatti con il futuro tre volte pallone d’Oro nel luglio del 1986 – venne firmato il 30 marzo del 1987, mentre il suo primo approdo a Milano avvenne il 24 aprile, quando si formalizzò il triennale da 500 milioni di lire che era già stato pattuito. Il presidente dell’Ajax e Johan Cruijff, che per Van Basten era un mix tra un padre e una divinità, cercarono di farlo desistere presentandogli un’offerta economica molto interessante, ma la scelta di Marco era stata presa.







