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Morrone (ADiCoSp): "La Serie A riprenderà. Problemi per la B, impossibile in C"

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Claudia Marrone
giovedì 16 aprile 2020, 17:49Archivio 2020
autore Claudia Marrone
16.04.2020 17:49Archivio 2020
FotoTUTTOmercatoWEB

Nella trasmissione Centro Suono Sport, in onda su Radio Centro Suono, è intervenuto il presidente ADiCoSp (Associazione direttori e collaboratori sportivi) Alfonso Morrone: "La cosa principale, adesso, è sconfiggere il virus, poi penseremo a tutto il resto. Avevamo in ballo l'organizzazione di due galà del calcio, uno relativo al calcio femminile, ma sono appuntamenti rimandati. Però c'è molto altro. Per la prima volta siamo stati autorizzati a parlare ufficialmente a sostegno di categoria, e posso dire che in A e B ci sono problemi minori di quelli che hanno i giocatori in Serie C, ma anche in D: con il prossimo decreto Cura Italia c'è la possibilità, per loro ma anche per i direttori sportivi, di usufruire della cassa integrazione, ma io, in questi giorni, come presidente ADiCoSp, andrò a parlare con governo e leghe sportive per trovare anche ammortizzatori sociali di modo che si permetta alle società di calcio di ripartire in futuro".

Andando poi oltre: "Parlo quotidianamente con Gravina e con i presidenti delle Leghe, tutti vogliamo rispettare le morti che ci sono. Ma il calcio, come sappiamo, è la terza azienda per fatturato in Italia, produce 5 miliardi di indotto e contribuisce all'erario con 1 miliardo e 400milioni di euro. Proprio in virtù di questo, e anche stando a quanto è stato comunicato dai medici, la A credo potrà ripartire e organizzare diversamente le giornate, la B ha difficoltà mentre in C non ci sono nè strutture nè risorse economiche per fronteggiare tutto quello che comporta il virus. E il contesto idoneo è necessario. Ma perché la Seria A? La A ha da incassare ancora 225milioni, ma va anche detto che la Legge Melandri impone di distribuire le risorse percentuali anche alle serie minori: chiaro quindi che, di fronte alle condizioni idonee, la A riprenderà per evitare perdite e rimettere in moto il sistema calcio".

La ripresa potrebbe però sforare la durata dei contratti. Andando proprio a questo, e ai prestiti: "Qualora si ripartisse, e parlo anche di livello europeo, non sarebbe giusto proseguire un campionato senza la rosa che lo ha iniziato. Le deroghe per l'Italia si possono fare internamente, ma servono poi anche regolamentazioni a livello internazionale: va uniformato il mercato".