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Da Spina a Dzeko, la partenza non è Special: ecco i primi 100 giorni di Mou alla Roma

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Dario Marchetti
martedì 10 agosto 2021, 08:15Archivio 2021
autore Dario Marchetti
10.08.2021 08:15Archivio 2021
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport

Mourinho lo sapeva. Accettare la Roma sarebbe stata la sfida più grande in carriera da allenatore e ora sta tastando con mano le difficoltà emerse nella preparazione della nuova stagione. Certo a dieci giorni dall’esordio in Conference League e quasi 100 dopo la sua ufficialità, si sarebbe aspettato qualche grattacapo in meno e invece è esattamente all’opposto. Il primo da dover risolvere è quello legato al centravanti. Se fino a qualche giorno fa infatti l’attacco sembrava al completo con l’arrivo di Shomurodov, ora è di nuovo da ridisegnare perché l’addio di Lukaku all’Inter ha stravolto il domino di Serie A con Dzeko pronto a lasciare la Capitale dopo anni di tira e molla. La comunicazione al club è già arrivata: vuole i nerazzurri e poco importa se neanche due settimane fa dopo la vittoria con il Debrecen a Sky diceva “sono stufo di sentire il mio nome di là e poi di qua. Penso solo alla Roma e a nient’altro”. Per questo dopo delle parole simili a Trigoria è sembrato un fulmine a ciel sereno il ripensamento del bosniaco. Un atteggiamento che non è piaciuto alla squadra e nemmeno a Mourinho che per far tornare Edin al centro del progetto gli aveva anche consegnato la fascia da capitano in assenza di Pellegrini. Ora, invece, Tiago Pinto deve correre ai ripari per fornire un centravanti allo Special One che nel frattempo ha incontrato altre difficoltà.

A partire dalla quarantena light alla quale è stato sottoposto al suo arrivo, per poi passare all’infortunio di Spinazzola che fino alla rottura del tendine d’Achille si era messo in mostra come miglior terzino dell’Europeo. Anche il mercato non sta andando spedito come si immaginava. Dei giocatori richiesti, per ora, solo Rui Patricio è stato preso, mentre per Xhaka la Roma ha dovuto alzare bandiera bianca e a 20 giorni dalla fine del mercato sono ancora tante le operazioni in entrata e in uscita da sbloccare. Per il momento Mourinho non commenta, anche perché se fosse costretto a farlo non sarebbe di certo entusiasta. Dal giorno del suo arrivo, infatti, le uniche dichiarazioni rilasciate dal portoghese sono state quelle nel giorno della conferenza stampa di presentazione e qualche frase sporadica usando i social. Al più tardi parlerà alla vigilia della sfida di Conference League dove si augura di aver risolto quantomeno il problema del centravanti. Il primo obiettivo è centrare la fase a gironi della neonata competizione europea e nel frattempo dovrà calmierare gli animi ‘rissaioli’ a Trigoria che hanno portato la squadra a chiudere in 8 la partita contro il Betis Siviglia. Perché va bene il temperamento in una partita, ma il confine da travalicare spesso è labile e la squadra deve ancora recepirlo.