Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il calcio italiano può permettersi di perdere la Juve? Gravina: "Le regole valgono per tutti"

autore
Raimondo De Magistris
mercoledì 2 giugno 2021, 11:21Archivio 2021
autore Raimondo De Magistris
02.06.2021 11:21Archivio 2021
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Insidefoto/Image Sport

Il calcio italiano può permettersi di perdere la Juventus? Lei sta ancora cercando di suggerire un passo indietro ad Andrea Agnelli? E' una delle domande poste in conferenza stampa al presidente della FIGC Gabriele Gravina, che ha risposto così: "Il calcio italiano non deve rinunciare al rispetto delle regole, innanzitutto. Valgono per tutti, anche per la Juventus, innanzitutto per la Juventus che è il club italiano più titolato e con più tifosi".

Gravina ha poi parlato della crisi che sta coinvolgendo il calcio europeo: "La crisi riguarda tutti, la vicenda della Superlega lo ha manifestato in tutta la sua nudità. Io lavoro per un calcio più sostenibile, che non vuol dire meno competitivo: significa valorizzare meglio il brand, controllare i costi, patrimonializzare i club, formare i giovani, anziché indebitarsi ogni estate per ottenere subito un risultato sportivo".

Infine, un commento sulla possibilità Superlega che non è ancora definitivamente tramontata: "E' un problema che non fa bene al calcio. Ci sono delle regole da rispettare, e non perché lo dice Ceferin, è che funziona così. Ci sono delle società che vogliono organizzarsi il proprio campionato. Nessuno glielo impedisce, ma lo facciano fuori dal nostro sistema, dai tornei che si riconoscono nella Fifa, nella Uefa e nella Figc".