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Dai 300 mila euro al secondo addio: Barzagli e la Juventus, storia di un amore a sorpresa

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Ivan Cardia
giovedì 14 maggio 2020, 21:53Archivio 2020
autore Ivan Cardia
14.05.2020 21:53Archivio 2020
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Una scelta di vita. Una famiglia da preferire all’altra. Così Andrea Barzagli ha spiegato l’improvviso addio alla Juventus, una decisione che non sarà stata semplice. Sofferta, a quasi un anno esatto dal suo addio al calcio e dalle lacrime che lo hanno bagnato, mentre la Vecchia Signora conquistava il suo ottavo scudetto. Tutti con un muro in difesa.

300 mila euro. Incredibile ma vero, tutto nasce per una cifra del genere. Irrisoria, se consideriamo quello che Barzagli e la Juventus si sono dati a vicenda, in 9 anni di convivenza. È il 27 gennaio 2011, il campione del mondo ha 30 anni da compiere ed è alla sua terza stagione al Wolfsburg. Lo chiama la Vecchia Signora, allenata da Delneri. Low cost è un eufemismo, nessuno crede che possa avere un grande impatto sul destino dei torinesi, che per la cronaca chiudono al settimo posto quel campionato. Ma Barzagli s’impone sin da subito come titolare.

E poi arriva Conte. La stagione della svolta, ovviamente, è quella 2011/2012. La prima di una serie di vittorie ancora ininterrotta. La prima della BBC: contro il Napoli di Mazzarri, il tecnico salentino passa dal 4-3-3 al 3-5-2. Una scelta nata dall’esigenza di mettersi a specchio e dalla volontà far giocare insieme Pirlo, Vidal e Marchisio (anche se in quella gara il Principino è out e gioca Pepe). Ma che paga anche lì dietro: nasce un sodalizio inossidabile, la madre di otto scudetti. Tutti vinti con una certezza: Barzagli e Chiellini, gli unici sempre in rosa del ciclo d’oro della Juve. Da Conte a Max Allegri, cambia poco: il livornese usa il 3-5-2 come modulo delle certezze, ma anche quando difende a quattro rinuncia raramente a Barzaglione, schierato persino da terzino destro. E con che risultati, a dispetto dell’età che sembra fargli un baffo.

Il primo addio. E il ritorno. Il 13 aprile 2019 la Juventus perde contro la SPAL, ma in sala stampa c’è un annuncio che è più importante di un tricolore: "A giugno smetto, in futuro farò qualcosa che mi darà entusiasmo”. Il 19 maggio Madama alza lo scudetto contro l’Atalanta, e Barzagli gioca la sua ultima partita all’Allianz Stadium. Sin da subito, iniziano a circolare voci su un suo futuro da allenatore. Lo stesso Allegri, alla vigilia della gara contro gli estensi, sapendo le intenzioni del suo difensore, assicura che è pronto per entrare nello staff. Poi lui va via, ma Barzagli effettivamente torna: il 25 settembre inizia a lavorare con Maurizio Sarri, il suo quarto allenatore alla Juve. Guida i difensori: chi meglio di lui, per insegnare una vera e propria arte? Nessuno, ma ora è tempo di dedicarsi a un’altra famiglia. Addio? Dopo 15 titoli in bianconero, forse più un arrivederci. Lo sappiamo, certi amori non finiscono.