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Gillet: "Buffon può giocare fino a 70 anni. Mertens sta benissimo a Napoli"

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Lorenzo Marucci
domenica 19 aprile 2020, 17:00Archivio 2020
autore Lorenzo Marucci
19.04.2020 17:00Archivio 2020
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Una vita calcistica passata soprattutto in Italia, legandosi al Bari e non solo. Jean Francois Gillet, portiere belga ora allo Standard Liegi ne ha tante da raccontare. Ha quasi 41 anni ma è sempre sulle breccia. "Rispetto all'Italia -spiega - qui possiamo uscire e andare correre per un'ora a patto che non ci si fermi sulle panchine. Il lockdown è stato allungato fino al tre maggio ma si prova a tenersi in forma. Per la ripresa del campionato in Italia la vedo dura. E' vero che si tenta di portare a termine la stagione anche per evitare perdite economiche, però mi sembra difficile. Tra l'altro l'Italia è stato il primo paese europeo ad essere colpito duramente dal virus. In Belgio ad esempio abbiamo avuto più tempo per prepararci".

Come sarebbe a suo parere la ripresa?
"Giocare d'estate con una temperatura vicina ai 40 gradi non è per niente facile. E per tornare al top serviranno 3-4 settimane. Comunque ora è chiaro che bisogna cercare di uscire da questa situazione e pensare alla salute della gente. Qui ad esempio fino al 31 agosto non ci saranno manifestazioni con il pubblico"

Come è stato il campionato italiano finché si è giocato?
"Buono, in ambito europeo ci si sta riprendendo. Si sta tornado ad alti livelli, è gradevole, si vedono gol, le squadre giocano per vincere con sistemi di gioco offensivi. Mi sta piacendo molto".

Alla ripresa ci sarà un duello Juve-Lazio per lo scudetto?
"C'è anche l'Inter, ancora può dire la sua. Ed è positiva questa novità visto che negli ultimi tempi la Juve vinceva con molte giornate d'anticipo"

Lei conosce molto bene Conte, lo ha avuto come tecnico al Bari...
"Gran lavoratore, ovunque ha fatto bene. A Bari capii subito che sarebbe diventato un ottimo tecnico. Maniacale ed intenditore di calcio, sa parlare alla squadra. Fa i discorsi giusti ed è difficile muovergli da questo punto di vista un solo appunto. Anche all'Inter si vede la sua mano".

Chi sono i migliori portieri in serie A?
"Ho parlato con Proto e mi ha detto che Strakosha è tanta roba... E poi ci sono i soliti Handanovic, Szczesny. Buffon ce la farà ancora anche a 70 anni. E poi mi piace Silvestri, protagonista di un'ottima annata col Verona".

Lei è stato anche un gran pararigori: li ha contati?
"No, ma saranno una trentina. Per pararli devi studiare gli avversari, per vedere come calciano, e ti devi allenare sul tiro ravvicinato. Devi avere riflessi e sapere come mettere la mano. Mi allenavo spesso per questi particolari".

Quali sono stati i rigori che ha parato e che le hanno dato più soddisfazioni?
"I tre parati con il Mechelen contro l'Anderlecht. Nella stessa partita...".

Quali sono state invece le più belle soddisfazioni in carriera?
"Al Bari il campionato vinto con Conte e poi aver giocato anche con Ventura allenatore. E' stato positivo anche il mio primo anno in Italia al Monza così come conservo ricordi belli del Bologna e del Torino".

Il grande rimpianto?
"Essere andato via dal Torino. Dovevo restare. Ero tornato alla grande (dopo la squalifica, ndr) ma poi il club decise di ridare fiducia a Padelli che nel frattempo era andato anche in Nazionale. Quando la decisione non è di campo mi dà fastidio. Fui frettoloso in quella scelta, dovevo essere più freddo".

I giocatori più forti con cui ha giocato?
Cassano il più grande talento, per forza naturale, protezione della palla. Non dimentico Diamanti, Cerci, Immobile, Bonucci, Ranocchia. Per non parlare della Nazionale. Mertens, Hazard..."

A proposito, che futuro vede per Mertens?
"Sta benissimo a Napoli, è vicino a nuovi record. La gente lo adora e quella col Napoli è una bellissima storia".

Lukaku se lo aspettava così in Italia?
"Sì, non mi ha sorpreso. Peraltro in Nazionale mi chiedeva spesso della Serie A, voleva sapere tutto dell'Italia, ne era affascinato ed era anche consapevole della stima di Conte. Vive per il suo mestiere e vuole essere sempre il migliore".

E il suo Bari?
"Adesso non so se riprenderà il campionato e cosa succederà per le promozioni. E' la miglior seconda dei tre gironi e merita il salto di categoria. Non mi aspettavo una Reggina così forte. Sono grandi piazze che devono stare in categorie superiori. E il Bari di diritto deve stare in A".

E lei invece quanto giocherà ancora?
"Sto bene e sto parlando per il contratto dell'anno prossimo. L'emergenza coronaviruas ha cambiato un po' il quadro della situazione. Al momento al 30 giugno sarò disoccupato. Comunque sto già frequentando il corso di Uefa A per poter allenare".

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