Inter, Zanetti: "Madrid momento top della mia carriera, Mourinho grande motivatore"
Andrea Piras
Nel corso di una diretta Instagram con il canale "Fifa World Cup", il vice presidente dell'Inter Javier Zanetti ha raccontato l'arrivo in nerazzurro di José Mourinho: "Avevamo un allenatore di grande capacità e personalità, curava i dettagli e stava sempre attento a tutto. Era un grande motivatore. José ci fece capire che potevamo fare di più - riporta Fcinternews.it -. Eravamo una squadra di grandi giocatori perché c’era tanta qualità, ma anche un gruppo di grande personalità, grandi uomini. Con lui abbiamo coronato due anni fantastici. Ricordo ancora quando ci siamo conosciuti, ero con mia moglie all’aeroporto di Roma Ciampino. Mi chiamò e mi disse ‘Ciao, sono José. Mi scuso per il mio italiano’, ma parlando un italiano perfetto (ride, ndr). Mi disse anche che aveva appena firmato con l'Inter, che non vedeva l’ora di lavorare con noi e che ero il suo capitano. Impressionante. Finita la conversazione, ho detto a mia moglie che era Mourinho: non ci credeva neanche lei.
Questo spiega la sua classe. Momento top della carriera? La notte di Madrid. Non solo perché avevo vinto il trofeo da capitano che all’Inter mancava da 45 anni, ma anche perché ho festeggiato 700 partite in nerazzurro: si chiude tutto in una grande notte per me, per i miei compagni e per la gente dell’Inter. Abbiamo finito vincendo il Triplete e siamo l’unico club italiano ad aver fatto. L'ultima gara a San Siro? Fantastica, contro la Lazio. Una grandissima emozione perché tutto lo stadio è venuto a salutarmi e vedere i bambini con il numero 4 sul viso, tante famiglie che non volvano perdere la partita... mi sono passati in testa tutti gli anni all’Inter. Potendo, avrei abbracciato tutti. Un momento che porterò per sempre nel cuore: il legame con il tifoso interista è molto forte e sarà sempre così. Non so come spiegarlo: c’è una sintonia molto forte, per quello ho decisione di indossare solo questa maglia".




