Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

TMW - I racconti dei protagonisti: “Del Piero, il baccalà più caro della storia e il rinnovo”

autore
Alessio Alaimo
martedì 14 aprile 2020, 12:20Archivio 2020
autore Alessio Alaimo
14.04.2020 12:20Archivio 2020
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Anno 1999, Alessandro Del Piero e la Juventus si apprestavano a rinnovare il loro legame. “Eravamo all’alba del nuovo millennio, ci stavamo avvicinando al duemila. E Alessandro divenne il giocatore più pagato al mondo”, dice per I racconti dei protagonisti di TuttoMercatoWeb l’avvocato Claudio Pasqualin, che per anni ha accompagnato la carriera professionale di Pinturicchio. “Avevamo cominciato le trattative un paio di anni prima. L’offerta della Juventus - continua Pasqualin - ci sembrava bassa e intanto ci eravamo opposti al suo trasferimento del Parma, che se si fosse concretizzato avrebbe cambiato le sorti del calcio italiano”. Intanto a dicembre del 1998 “Alessandro - ricorda il suo ex manager - si infortunò a Udine. Optammo per l’intervento negli Stati Uniti grazie anche alle buone referenze di un altro mio assistito, Nicola Berti, che aveva avuto un’ottima esperienza. La trattativa per il rinnovo in quel momento si complicò ancora di più: la Juve anziché offrire nel letto di dolore il contratto al ragazzo volle verificare la piena guarigione compiendo così un errore strategico che rafforzò la posizione di un calciatore di livello mondiale in scadenza”. Il tempo scorreva, Del Piero e Pasqualin acquisivano maggiore forza contrattuale. “Consapevoli - dice Pasqualin - che ogni giorno che passava ci rendeva più forti assumemmo un atteggiamento di attesa. Ad un certo punto Moggi e Giraudo vollero incontrarci”. E allora appuntamento nel solco di Pasqualin: “Ci vedemmo a Vicenza, li invitai a cena in una trattoria tipica famosa per il baccalà alla vicentina. Confesso anche che feci una soffiata alla stampa, così il mio amico Giovanni fu travolto dalle richieste di tavoli. Durante la cena abbozzammo un’intesa che cercammo di perfezionare in cantina, da dove uscimmo a notte fonda con la promessa di rivederci di lì a poco. Il 29 giugno ci trovammo a Torino, andammo a casa di Giraudo, esaminammo il contratto e poi andammo in sede per la firma”. Fumata bianca e aria di festa: “L’abbraccio di Alessandro - dice l’avvocato vicentino - fu talmente forte che temetti per la frattura di qualche costola. Quel che è certo è che il baccalà mangiato a Vicenza da Giraudo come ha affermato lui stesso fu il più caro della storia”. Soldi ben spesi, in cucina e sul mercato...